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ATTO QVINTO.
Argone. Misogine Capitani.
CHe può conseglio altrui, quando
in noi parla
Contrario affetto, e che ragion
soggiace
(Misero) al senso male auezzo? Mi. Quale,
Deh dite, Argon, qual cosa è, che ui face,
Sì turbato parlar? Ar. E bene à fatto,
Misogin, cieco chi non uede il Sole.
Od è ordinario, che ciascun s'infinga,
Non pure copra de' Signor le mende?
Mi. Certo non ueggo; nò, ne'lui niscondo,
Quel che à noi sembra così chiaro. Ar. Forse
Voi sol di questa cena l'apparato
Veduto non hauete? Mi. Io l'hò ueduto.
Ar.
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