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PRIMO. 3
N'è già quasi seguito, oime, l'effetto;
Cotante genti hà col furor percosse
De l'arme sue potenti in ogni loco:
Sì spesso auien, che co' nemici suoi
I suoi nemici Dio percota, e sferzi.
Noi poca, e debil Gente, che di Giuda
Habitiamo la terra, d'Israelle
Figli, al gran Padre Dio già così cari,
Abhorrendo noi più, ch'altri, adorare,
E confessar, fuor che'l Dio nostro, alcuno
De la terra, e del ciel supremo Donno;
Habbiam più, ch'altri, il nequitoso offeso
Col giusto far di lui degno rifiuto:
Tal che più contra noi furia, & inaspra
Holoferne crudele,
Del dispetto del Rè ministro, e duce;
Nulla arrestando il rio, che'l saggio, e'l prode
De figliuoli d'Ammon Duca verace
Gli habbia di noi quel, che tu sai, riferto;
Sì fida in suo poter; così le corna
De la superbia contra il cielo estolle.
A 2 Pazzo
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