Isa. Ma Signor padre , mi perdoni : cosa c’entro
  io in questo affare? A me sembra di non
  far nulla, che possa meritarmi d’esser com-
  presa in un discorso , da cui a chi lo udisse non
  risulterebbe certo la più favorevole opinione
  che si possa formar di una figlia.
Con. (con vibrata fermezza ) Isabella ...
Contes. Via, Conte mio, non fate quegli oc-
  chj: voi la spiritate. Povera ragazza! dalle
  oggi, dalle domani , finirà poi che comincierà a
  patire di convulsioni .
Con. Sì , mettetele un po` questi grilli in capo.
  Io non amo smorfie ve; serva di regola.
     (Un poco di pausa . Intanto Paolina sarà
  in fondo della scena passeggiando , pestando
  i piedi , mordendo il fazzoletto , e facendo al-
  tri simili lazzi di rabbia)
Con. E adesso cos’ è? Tutti ammutoliti? Gran
  chè, che intorno a me debbano sempre re-
  gnare i due estremi ! -- In somma non par-
  la alcuno?...

                 SCENA VI.

Ferdinando, e Frontino in abito ridicolo non
tanto, e corrispondente a' loro caratteri;
               e detti.

Fer.  Parlerò io: umilissìmo servitore del Sig.
  Conte Pacifico Mansueti .
Isa. (Ohime! Paolina , eccolo , ecco  quel fora-
  stiere  , che...
Pao. Zit.. .zit... Udiamo.)



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