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a strappar le ali a mille cupidi, e torcer lo-
ro il collo a guisa di pollastri.
Fro. (piano a Fer.) (Signore , che brutto tem-
po! Evitiamo la grandine.)
Con. (alle donne) Io vi aveva ordinato di se-
guirmi. Voi giudicaste opportuno di non far-
lo. Me ne avvidi tardi; già l'amico era di-
sceso. Corro poi qui, e vi ritrovo questo
scandalo ...
Fer. Vi giuro, che nulla avete ritrovato, su
cui...
Con. Che giuro, che giuro... Non giurate, o
giuro al cielo ... Via ambedue sul mo-
mento . Via di qua, razza di furbi , vaga-
bondi ...
Fer. Signore! Altri titoli a chi non troverebbe
ne' vostri il minimo ostacolo ad una solenne
soddisfazione.
Con. Oh corpo di tutti i cannoni da trentasei...
tu?.. io,.. Via di qua.
SCENA ULTlMA.
Il Barone Vittorio Leoni, la Contessa, e detti.
(Ferdinando, e Frontino resteranno situa-
ti in modo che non veggano subito il Baro-
ne, e viceversa)
Contes. Cosa avvenne? Conte, che avete?
Fro. (accostandosele per di dietro) (Ah nulla
signora Illustrissima, nulla! Stava provando
un soliloquio di Seneca svenato, traduzione
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