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Pao. Non so se oggi si farà musica, o qualche
altra cosa. Soltanto io so , che quando si sta
sempre soli, si sta sempre male , anche ne'
più bei luoghi del mondo .
Luc. Non c’è dubbio. Ma che razza di testa
bislacca sia quella del nostro padrone, io
non so arrivare a comprenderlo . Quale stra-
nezza! quanta severità! Ad eccezione della
moglie che sola possiede la di lui confidenza ,
avanti ad esso tutti tremano come frondi.
Pao. Ed oggi te ne avvedi? ... Zit ... se non
m'inganno vien qualcuno dal boschetto . Aves-
se ad essere il conte .
Luc. Scampa, scampa . Io me ne torno in giar-
dino.
Pao. (ironica) Dove sì. tosto ti riconduce la
tua gran fretta, e il tuo parlare laconico .
Babbuino!
Luc. (fa un inchino ridicolo, ed entra nel ca-
stello)
Pao. La mia padroncina m'aspetta. Corro a
a vestirla, e a raccontarle quel c’ho potuto
raccogliere. (entra come sopra)
S C E N A I I.
Ferdinando , e Frontino .
Fro. Quà, parliamo una volta da gente sen-
sata, e di giudizio. Quando porremo noi un
termine ai nostri vìaggj? Quanto a me , io
ve l'ho già detto , sono sazio sino agli occhj
d'impolverarmi per tutti i paesi, come già
faceva quel tal Re Lombardo in compagnia
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