Fondo Edoardo Boutet
Edoardo Boutet. Napoli, 1856-Roma, 1915. Critico
drammatico.
Iniziò ad interessarsi al teatro come giornalista, collaborando a quotidiani romani e
riviste. Nel 1905 fondò la Compagnia Stabile Romana al Teatro Argentina che durante i tre
anni della sua direzione fu una delle più importanti in Italia e mise in scena spettacoli
memorabili. Nel 1908, deluso dagli sviluppi della sua iniziativa, Boutet confessò
pubblicamente il suo disappunto nella conferenza La mia follia, ed abbandonò la
direzione per tornare all'attività di critico e di insegnante di letteratura drammatica.
La SIAE acquistò il fondo dalla vedova di Boutet, Anita Wiel, nel
settembre del 1933. Le trattative iniziarono nell'agosto 1930, data in cui il ministro
Emilio Bodrero scrisse a Forges Davanzati - allora Presidente della SIAE - caldeggiando
l'acquisto. Furono poi in parte condotte da Silvio D'Amico che, d'accordo con Dino
Alfieri, Presidente della SIAE nel 1933, stabilì con la signora Wiel la somma definitiva
per la cessione dell'archivio.
In un articolo pubblicato sulla Gazzetta del Popolo, il 18 agosto 1933, Silvio
D'Amico scriveva a proposito del carteggio Boutet: "... copioso epistolario d'oltre
tremila fra lettere (che sono la massima parte), cartoline, biglietti e anche telegrammi:
tutta la corrispondenza che ... [Boutet] ebbe, come amico, critico, consigliere,
incitatore, e (parte importante) come direttore della Stabile Romana, con tutti si può
dire gli scrittori e attori del suo tempo...". Le lettere dell'archivio, infatti,
arricchiscono le cronache teatrali dell'epoca con le confessioni raccolte da Boutet di
piccoli retroscena, propositi, speranze e delusioni dei corrispondenti.
Oltre alla corrispondenza sono presenti nel fondo fotografie, cronache, aneddotica e
documenti, tra cui quelli relativi ad un'inchiesta condotta da E. Boutet con Leone Fortis
e Alberto Franchetti sulla Scuola di recitazione di Firenze, diretta e difesa con passione
da Luigi Rasi contro la forte contestazione dell'attore Ernesto Rossi.
L'elenco dei mittenti della corrispondenza indirizzata a Boutet, divisi in autori e
artisti, fu compilato dall'incaricato della SIAE che ritirò il fondo presso l'abitazione
della signora Wiel. Tutti i materiali furono timbrati con l'indicazione della provenienza,
e confluirono a seconda della varie tipologie nelle diverse sezioni della Biblioteca,
senza che si procedesse ad una loro ulteriore elencazione. L'intera collezione di
autografi conservata presso la Biblioteca è oggi accessibile al pubblico; l'archivio
Boutet può essere facilmente ricostruito e consultato rintracciando i mittenti
nell'elenco, cui si fa cenno sopra.
Bibliografia
Edoardo Boutet e la società teatrale italiana fra Otto e
Novecento : Carteggi inediti / a cura di Rossana Silvestri. Chieti, 1990. Il volume
contiene una selezione e un'analisi di circa 470 delle 3000 lettere del fondo indirizzate
a Boutet da 66 diversi corrispondenti.
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