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Il Fondo Ettore Petrolini

Ettore Petrolini (1886-1936). Attore ed autore drammatico.

La figura di Ettore Petrolini, che ha riassunto in sé l'attore e l'autore, ed ha inventato un repertorio ed una maniera che hanno profondamente segnato il teatro comico dei decenni successivi, rappresenta in modo emblematico le vicende del teatro di varietà dei primi decenni del Novecento. Gli esordi di Petrolini, agli inizi del secolo, videro la creazione di celebri macchiette, parodie e nonsense come Fortunello, Salamini, Il conte d'Acquafresca e Faust, che già manifestavano quel gusto dissacratorio e quei funambolismi linguistici che portarono Petrolini ad avvicinare i futuristi, ed anche a collaborare con loro, come avvenne nel 1918 con Radioscopia, creata insieme a Francesco Cangiullo. La punta più moderna dell'arte di Petrolini», scrisse nel 1919 Filippo Tommaso Marinetti, «è rappresentata dalle sue simultaneità, dai suoi accozzi di sensazioni serie e ultracomiche compenetrate e da certe fusioni di lacrime e di sghignazzate che aprono nella nuova sensibilità nuovi varchi».
Più tardi, con l'avvento del fascismo e sotto lo sguardo vigile di una censura poco tollerante verso l'improvvisazione e lo scambio di battute col pubblico che aveva sempre caratterizzato il teatro di varietà, il repertorio di Petrolini si allontanò dal macchiettismo e si volse alla rielaborazione di opere più complesse ed impegnative, anche di autori come Molière (Il medico per forza) e Pirandello (Agro di limone, tratto da Lumìe di Sicilia), per approdare infine alla scrittura di nuove commedie come Gastone (1924) e Chicchignola (1930).
Nel corso della sua carriera artistica, Ettore Petrolini conservò una enorme quantità di documenti che lo riguardavano, con una cura ed una lungimiranza insolite per un uomo di spettacolo, e che forse trovano una spiegazione nel suo timore d'essere dimenticato - come accade spesso agli attori dei quali, dopo la scomparsa, nulla resta - timore espresso nel suo ultimo libro, Un po' per celia e un po' per non morire..., pubblicato poco prima della morte avvenuta nel 1936. Così, molti documenti erano stati da lui raccolti ed utilizzati per i suoi libri, come Abbasso Petrolini (1922), una selezione delle critiche che lo riguardavano, e l'autobiografia Modestia a parte (1932). I libri, infatti, gli sembravano offrire una garanzia d'immortalità, molto più durevole del semplice ricordo degli spettatori affezionati. Di conseguenza, dopo la sua scomparsa, gli eredi di Ettore Petrolini si trovarono in possesso di un importante archivio, ricco di testimonianze che illustravano la vivacità del teatro di varietà nei primi decenni del Novecento: una documentazione insolitamente approfondita per un genere di teatro considerato 'minore', quindi effimero e destinato a lasciare dietro di sé pochi documenti, e che proprio per questo si rivelava una fonte di informazione particolarmente preziosa.

Già nel giugno del 1939, la Biblioteca del Burcardo si era arricchita di un primo importante fondo di testimonianze delle vicende artistiche di Ettore Petrolini, donato dai figli dell'attore. Di questo fondo facevano parte i costumi di Nerone, Faust e Fortunello, oltre a sculture, oggetti di scena, dipinti raffiguranti Petrolini nelle sue più celebri interpretazioni, ed alcuni manifesti per i suoi spettacoli, appartenenti alla serie disegnata dal celebre cartellonista Mario Pozzati. Il fondo comprendeva anche oggetti appartenuti alla collezione privata di Petrolini, e che testimoniavano del suo appassionato interesse per la storia del teatro italiano: fra questi, due bozzetti di uno dei più celebri scenografi dell'Ottocento, Romolo Liverani, ed un bellissimo costume goldoniano, ornato di pregevoli ricami, che l'attore teneva esposto in una vetrina nella sua casa di via del Tritone, com'è possibile oggi vedere in una fotografia appartenente al Fondo.

Nel 1984, in occasione del centenario della nascita del celebre attore ed autore comico, si costituì l'Associazione Culturale Ettore Petrolini, con lo scopo di custodire, divulgare e promuovere la conoscenza delle opere e del materiale artistico che lo riguardavano. Gli eredi di Ettore Petrolini conferirono all'Associazione l'intero archivio da lui raccolto nel corso della sua vita, un archivio costituito da migliaia di documenti. Proprio per garantirne la conservazione e la consultazione da parte degli studiosi, l'Associazione decise nel 2000 di donare l'intero archivio alla Biblioteca del Burcardo.

La consistenza dell'archivio Petrolini ne fa uno dei fondi più importanti fra quelli conservati al Burcardo. L'archivio fotografico, infatti, si arricchisce di un'importante documentazione, composta da centinaia di fotografie dell'attore in scena, dalle prime interpretazioni al Chicchignola degli anni Trenta, e fuori dal palcoscenico. Petrolini è ritratto in famiglia, ancora ragazzo, nella bottega del nonno, e poi con Ines Colapietro, con le altre sue 'duettiste' e con le sue compagnie in giro per i teatri italiani e stranieri, o mentre si trucca in camerino, o ancora assieme ad artisti come Fregoli, Govi, Gandusio e Viviani. Ad esse si aggiungono altre centinaia di fotografie con dedica a lui donate da attori, autori e personalità del mondo dello spettacolo e della cultura.
La cronologia degli spettacoli di Petrolini, è poi minuziosamente dettagliata, oltre che dalla raccolta di contratti e borderò dal 1904 al 1936, dalla raccolta di recensioni, dai numeri originali di riviste italiane e straniere, dalle locandine e dai programmi di sala. Il fondo comprende anche una ricca raccolta di manifesti, fra i quali la serie ora completa delle affiche disegnate da Pozzati nel 1914 ed alcuni manifesti di Umberto Onorato, e di locandine che testimoniano anche dei successi di Petrolini all'estero. La raccolta iconografica si arricchisce di caricature, fra le quali alcuni disegni di Onorato - che di Petrolini fu amico, ed è ritratto al suo fianco in alcune fotografie -, di bozzetti di scene per Chicchignola e Benedetto fra le donne, e di quadri che ritraggono Petrolini in alcune sue celebri interpretazioni. Testimonianza diretta delle grandi capacità interpretative di Petrolini è anche una raccolta completa di dischi con le sue macchiette e scenette più o meno note, e con alcune sue canzoni che sono diventate veri e propri classici, come Una gita a li castelli e Tanto pe' cantà.

Un discorso a parte meritano gli oltre cento copioni, contenenti anche materiale inedito, e i numerosi spartiti musicali. Alcuni fra questi documenti sono manoscritti autografi di Petrolini, come i numerosi quaderni nei quali egli raccoglieva scenette, barzellette, canzoni e filastrocche.
Il fondo comprende inoltre una raccolta vastissima di lettere di Petrolini e a lui indirizzate da attori, autori e personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e della politica.
Completano infine il fondo alcuni oggetti di scena che si aggiungono agli altri cimeli petroliniani già presenti nelle raccolte del Museo. Fra queste nuove acquisizioni sono compresi il cilindro, i guanti e il bastone di Gastone.

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