Archivio Adolfo Re Riccardi

Adolfo Re Riccardi. Torino, 1859-Roma, 1943. Impresario teatrale
Proprietario della testata teatrale "Piccolo Faust" e critico dell’ "Arte drammatica" con lo pseudonimo di Riccardo, svolse un’intensa attività soprattutto come impresario teatrale in Italia e all’estero. Introdusse in Italia le opere di illustri commediografi stranieri, importando in esclusiva i testi appartenenti al repertorio francese e regolando l’andamento di quasi tutte le compagnie italiane con rappresentazioni di sicuro successo: pochades e vaudevilles amate dal pubblico italiano di allora. Prese, inoltre, sotto la sua tutela l’opera degli autori, avviando con Marco Praga, direttore della neonata Società degli Autori, una controversia che improntò la storia del teatro italiano dei primi vent’anni del secolo con le alleanze e i conflitti tra capocomici, amministratori di compagnie, attori, proprietari di teatri, stampa specializzata, ecc. dell’una o dell’altra parte.

La SIAE acquistò il fondo da una libreria antiquaria di Napoli, nell’ottobre del 1939, dopo una complessa trattativa durata più di due anni. Al momento della vendita fu compilato un elenco, che indica dettagliatamente il numero dei documenti contenuti in ognuna delle 211 cartelle dell’Archivio.
Il fondo è costituito dalla corrispondenza di notevole ricchezza e importanza di attori italiani e autori stranieri, soprattutto francesi, le cui lettere al momento dell’acquisto del fondo Re Riccardi scarseggiavano o non erano affatto presenti nella collezione della Biblioteca. Ricordiamo, tra gli altri, gli autori francesi H. Battaille, J. Claretie, A. Capus, H. Clerq V. Sardou, M. Hennequine, ecc. e gli attori e autori italiani : F. Andò, E. Novelli, V. Marini, T. di Lorenzo, U. Ojetti, A. Oriani (più di 100 lettere e cartoline che costituiscono quasi un piccolo fondo a parte e illustrano il tentativo dell’autore di abbandonare il romanzo per il teatro ), ecc. Le lettere relative all’attività svolta da Re Riccardi come impresario teatrale documentano i rapporti tra il teatro italiano e quello francese tra Otto e Novecento, dando la possibilità di ricostruire una cronistoria dell’”importazione”, avvenuta in quegli anni, del teatro francese in Italia.
Le lettere, che compongono il fondo, sono circa 3.000. Nella corrispondenza che accompagnò la trattativa si rileva la cifra di 2870 documenti, raccolti in 211 cartelle, riferite ai nomi dei vari corrispondenti di Re Riccardi.

Il fondo è confluito nella collezione di autografi già posseduta e conservata presso la Biblioteca ed è accessibile al pubblico che ne faccia richiesta. I mittenti dell’archivio Re Riccardi e le loro lettere, sono rintracciabili attraverso l’elenco, che corredava l’Archivio al momento della sua cessione alla Biblioteca.