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Fondi speciali

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Fondo famiglia Capranica

Il fondo donato alla Biblioteca del Burcardo negli anni '50, è solo una parte del vasto archivio venduto nel 1970 dalla famiglia Capranica al Comune di Roma e attualmente conservato presso l'Archivio Capitolino.
Il fondo è costituito da una parte dell'Archivio della famiglia Capranica e contiene la documentazione dell'attività che la famiglia svolse in campo teatrale.
I documenti, di grande utilità per la ricostruzione della storia del teatro italiano nel XIX, sono per la maggior parte relativi al Teatro Valle, solo pochi riguardano altri teatri romani come il Mausoleo di Augusto, l'Alibert, l'Apollo, l'Argentina, il Metastasio, il Tordinona. Tra i documenti ricordiamo: la corrispondenza, appartenuta per lo più al Marchese Bartolomeo Capranica, proprietario del Teatro Valle al tempo della sua ricostruzione ad opera del Valadier, nel 1822 ; il materiale riguardante l'agibilità del teatro (istanze, permessi, perizie, sopralluoghi, note di spesa) e quello relativo alle controversie legali, inoltre manifesti, avvisi e scritture teatrali, copie di trafiletti di giornali, atti di locazione e distinte dei palchi, borderò, rendiconti, ecc.
Il fondo è costituito da 762 lettere, minute, allegati e copie di lettere, 3077 borderò, 4671 documenti vari, 6 fotografie, 68 manifesti, 15 libretti per opera, 8 minute di avvisi teatrali, 68 copie di trafiletti di giornali, 1 stampa, 64 scritture teatrali e materiali vari relativi all'agibilità del Teatro Valle e relativi a nove controversie legali. La maggior parte dei documenti si riferisce al XIX secolo, anche se il fondo abbraccia un arco di tempo che va dal 1727 al 1940.

Tutti i documenti sono accessibili alla consultazione. La corrispondenza autografa, le locandine, i libretti per opera, le fotografie, i manifesti sono stati assimilati alle relative collezioni conservate presso la Biblioteca e sono facilmente rintracciabili attraverso l'elenco del fondo, gli altri materiali sono attualmente ripartiti in 20 cartelle a loro volta suddivise in buste, più un volume separato con la contabilità relativa alla ricostruzione del Teatro Valle del 1822 .

Fondo Augusto Carelli

Augusto Carelli. Napoli, 1873-Roma, 1940. Pittore e scenografo
Cresciuto in ambiente squisitamente musicale, oltre al canto, studiò pittura con G. Toma ed E. Dal Bono. Abbandonata la pittura in seguito ad una grave malattia, si trasferì giovanissimo (1893) a Pietroburgo, dove visse per 21 anni insegnando canto al Conservatorio. Rientrato in Italia alla vigilia della prima guerra mondiale, si stabilì definitivamente a Roma, dove riprese a dedicarsi alla pittura. Perse le sue risorse economiche in seguito a fallimento della Banca di sconto italiana, cominciò ad occuparsi di scenografia fino a subentrare ad A. Rovescalli (1921) nella direzione del laboratorio del Teatro Costanzi (gestito allora dalla sorella Emma, cantante, e dal cognato Walter Mocchi, impresario teatrale) e successivamente del Teatro San Carlo di Napoli e di alcuni teatri di capitali sudamericane.

La Biblioteca del Burcardo ha acquistato le opere di A. Carelli dal figlio, Adriano, il 5 maggio 1992. Il fondo è costituito da cento bozzetti scenografici - per la maggior parte a pastello e gessetti e in minima parte a olio e ad acquerello - realizzati negli anni Venti e Trenta per rappresentazioni al Teatro Costanzi di Roma, al Teatro San Carlo di Napoli e nei teatri di alcune capitali dei paesi dell'America latina. Si ricordano tra le altre : Chovanscina di M.P. Musorgskij e N. Rimskij-Korsakov, L'Arlesiana di F. Cilea, Aida di G. Verdi, Elisir d'amore di G. Donizetti.
I bozzetti sono stati riprodotti fotograficamente e inventariati. Dopo l'acquisto il fondo è stato restaurato per consolidare il colore di pastelli e gessetti, che tendeva a "spolverare".
Sono liberamente consultabili le riproduzioni fotografiche della collezione, ognuna delle quali è corredata da una dettagliata descrizione del pezzo riprodotto. Gli originali sono conservati in buste di carta giapponese nella sezione relativa ai materiali artistici della Biblioteca, ma vengono, comunque, dati in visione a chi ne fa richiesta per motivi di studio o ricerca, per l'allestimento di una mostra, ecc.

Fondo Luigi Chiarelli

Luigi Chiarelli. Trani, 1880-Roma, 1947. Autore drammatico
Il primo e il maggior successo di L. Chiarelli risale al 1916, quando fu rappresentato al Teatro Argentina di Roma, il testo teatrale La maschera e il volto. Egli scrisse in seguito altre commedie, che non ebbero però lo stesso seguito. Nel 1925 fu nominato presidente del Sindacato Autori Drammatici e dal 1926 al 1930 vice-presidente della Società degli Autori. Tra le sue attività vanno ricordate anche quelle di critico drammatico e organizzatore di compagnie.

I volumi furono donati da L. Chiarelli, ma non è possibile ricostruire le modalità e la data della donazione. Il fondo è costituito da 316 volumi di saggistica e testi teatrali provenienti della biblioteca privata dell'autore, per lo più in lingua italiana e francese. Esiste un elenco dei volumi, compilato presumibilmente al momento della donazione. Date le cattive condizioni di conservazione dei volumi fu necessario rinnovare la rilegatura per evitare la perdita dei fogli distaccati. I volumi sono regolarmente schedati e presenti nel catalogo della Biblioteca.

Fondo copioni napoletani dell'800

Il fondo, acquistato presso una libreria antiquaria, è costituito da 196 copioni manoscritti in dialetto napoletano, per lo più con annotazioni, distribuzione delle parti e visti di censura, utilizzati, tra l'altro, per rappresentazioni al teatro San Carlino di Napoli. I copioni sono stati inventariati e collocati. I dati ad essi relativi sono stati inseriti nel database relativo ai copioni. Lo studio per l'individuazione degli attori indicati nella distribuzione dei ruoli è stato utile per la creazione di un repertorio di attori napoletani

Fondo Eduardo De Filippo

Eduardo De Filippo. Napoli, 1900-Roma, 1984. Autore drammatico, attore regista
Figlio di Eduardo Scarpetta, debutta in teatro a quattro anni. Nel 1922 scrive la prima commedia in tre atti, Uomo e galantuomo. Nel 1923, insieme al fratello Peppino, rientra nella compagnia di Vincenzo Scarpetta. Nel 1929 fa parte della Compagnia Molinari, cui collaborano anche Titina e Peppino. Nel 1931 decide con i fratelli di dar vita alla Compagnia del teatro umoristico "I De Filippo". Negli stessi anni intensifica la scrittura degli atti unici, tra i quali Natale in casa Cupiello. Anche Pirandello si interessa ai De Filippo, offrendo loro la versione napoletana di Liolà e de Il berretto a sonagli. Nel 1944 i rapporti tra Eduardo e Peppino si deteriorano, fino allo scioglimento della Compagnia del teatro umoristico. Nel 1945 scrive, e dà vita alla Compagnia di Eduardo, che rappresenta grandi successi di Eduardo quali Napoli milionaria, Questi fantasmi, Filumena Marturano. Negli anni '50 Eduardo svolge anche un'intensa attività cinematografica. Prosegue quindi la sua attività di drammaturgo, ottenendo grandi successi e riconoscimenti in Italia e all'estero. Nel 1972 riceve dall'Accademia dei Lincei il premio Feltrinelli; il 15 luglio 1977 riceve la laurea in lettere honoris causa all'università di Birmingham, per i suoi meriti di drammaturgo, attore e regista. Nel novembre del 1980, all'università degli Studi di Roma, gli viene conferita la laurea in lettere honoris causa, mentre nel settembre del 1981 la Repubblica Italiana lo onora con la nomina di senatore a vita.

Tra il 1971 e il 1972 un piccolo gruppo di materiali (tesi di laurea, copioni di testi teatrali di De Filippo, pubblicati e tradotti in lingue straniere, opuscoli e volumi) fu donato dallo stesso Eduardo in seguito ad una visita presso la Biblioteca di Isabella Quarantotti, che espose l'intenzione dell'autore di costituire un centro di raccolta di materiali bibliografici che lo riguardassero per favorire il lavoro di studenti e studiosi. Nelle collezioni del Burcardo esistevano già allora numerosi volumi di opere e saggistica di e su Eduardo, ritagli di stampa, fotografie, caricature. Il progetto di una sezione dedicata ad Eduardo non fu mai definito, ma la Direzione della Biblioteca riunì comunque al Burcardo tutti i copioni di Eduardo in possesso della SIAE, depositati presso la Sezione D.O.R. o facenti parte della Biblioteca Capriolo, presso la Sede di Napoli. La consistenza del fondo è data da 14 copioni a stampa con la versione in lingua straniera di testi di Eduardo; 5 tesi di laurea in fotocopia; 12 volumi e 3 opuscoli, alcuni in più copie, donati dall'autore; 90 copioni, 1 sceneggiatura per la televisione e 1 spartito musicale, provenienti dalla Biblioteca Capriolo presso la Sede di Napoli e dalla Sezione D.O.R. della SIAE. Esiste un elenco dettagliato del materiale donato da E. De Filippo, mentre i copioni SIAE sono rintracciabili nel data base della Biblioteca relativo ai copioni.
I copioni inediti sono consultabili solo con il consenso dei titolari dei diritti d'autore.

Fondo Alessandro De Stefani

Alessandro De Stefani. Cividale del Friuli, 1891-Roma, 1970. Scrittore letterario, teatrale e cinematografico, regista.
Esordì nel 1915 con l'opera Il piacere e il peccato scritta in collaborazione con Celso Salvini. Con Il calzolaio di Messina del 1925, che fu messo in scena dalla compagnia di Luigi Pirandello, e I pazzi sulla montagna del 1926 diede prova di grandi capacità. Uno dei suoi maggiori successi fu L'urlo (1934), scritto in collaborazione con Ferruccio Cerio. All'attività di commediografo alternò quella di giornalista, scrittore, regista, critico cinematografico e traduttore. Scrisse anche radiodrammi. Nel dopoguerra si dedicò soprattutto al cinema, dopo essere emigrato in Argentina.

I volumi furono donati alla Biblioteca dal figlio di A. De Stefani, Stefano, il 12 luglio del 1977; i copioni dalla nipote Lisa nell'aprile del 1998. Il fondo è costituito da volumi e copioni teatrali appartenuti ad A. De Stefani. La collezione di volumi si compone esclusivamente di testi teatrali di William Shakespeare in inglese e tradotti in varie lingue e di saggi critici sull'autore inglese; i copioni sono di testi teatrali di A. De Stefani.
La consistenza del fondo è di 274 volumi e poco più di 100 copioni. Le due collezioni sono corredate dagli elenchi dei materiali che le costituiscono.
I volumi sono regolarmente schedati, presenti nel catalogo della Biblioteca e liberamente accessibili al pubblico. I copioni editi sono accessibili alla consultazione, mentre quelli inediti sono consultabili solo con il consenso dei titolari dei diritti d'autore

Fondo Irene Di Robilant

La contessa Irene Di Robilant donò la maggior parte della sua collezione alla Biblioteca del Burcardo il 2 agosto del 1968; una piccola parte l'aveva donata in anni precedenti. I volumi teatrali costituivano un'eredità avuta dalla bisnonna, l'attrice Irene Morozzo Della Rocca; i molti proverbes e commediole in un atto da mettere in scena con pochi mezzi erano invece il frutto della passione per la recitazione che i Di Robilant esprimevano nel teatrino del loro palazzo romano. Il fondo è costituito dalla collezione di 381 volumi teatrali, comprendente saggi e soprattutto da testi teatrali francesi, italiani e tedeschi dei sec. XVIII e XIX. La collezione è corredata dalle schedine compilate al momento della donazione per individuare i volumi di maggior interesse per la Biblioteca del Burcardo. La collezione è stata inventariata e schedata dopo l'acquisizione; i volumi sono presenti nel catalogo della Biblioteca e liberamente accessibili al pubblico

Fondo Mino Doletti

Mino Doletti. Verona, 1906-Roma, 1987. Sceneggiatore, critico cinematografico
Laureatosi in giurisprudenza, nel 1922 esordì come giornalista. Redattore per molti anni de Il Resto del Carlino e collaboratore di varie pubblicazioni specializzate, nel 1938 fondò e diresse il settimanale Film. Nel 1944/45 la pubblicazione fu trasferita a Venezia e divenne l'organo ufficiale del cinema della Repubblica di Salò; nel dopoguerra continuò con il titolo Film d'oggi. Tra gli scritti di Mino Doletti figurano anche alcune sceneggiature, alcuni saggi e testi teatrali.

L'archivio fu venduto alla Biblioteca da un collezionista privato il 18 novembre del 1987. L'archivio è costituito dalla corrispondenza intercorsa negli anni '30 e '40 tra autori e attori teatrali italiani e Mino Doletti. La corrispondenza, proveniente dall'archivio della pubblicazione periodica Film, consiste in 120 lettere e biglietti in gran parte autografi indirizzati a Mino Doletti e dalle sue lettere di risposta dattiloscritte, di cui si conservano le copie in velina. Esiste un elenco dettagliato del fondo, compilato al momento dell'acquisto.

Il fondo è confluito nella collezione di autografi già posseduta e conservata presso la Biblioteca ed è accessibile al pubblico. I mittenti dell'archivio Doletti sono rintracciabili attraverso l'elenco cui si accenna sopra

Fondo Dominici -Treves

Franca Dominici. Attrice e doppiatrice
Figlia d'arte, iniziò al sua carriera nella compagnia di Irma Gramatica, rimanendone amica fino alla morte.

Il fondo fu donato alla Biblioteca del Burcardo da Franca Dominici, il 5 novembre del 1994. Franca Dominici espresse il desiderio che il fondo fosse intitolato anche alla sua amica Antonietta Treves, figlia dell'editore Guido Treves, conosciuta in occasione della preparazione di una trasmissione radiofonica dedicata a Irma Gramatica. Ad Antonietta Treves appartenevano alcuni materiali relativi all'attività dell'attrice, ora confluiti nel fondo. 
Il fondo è costituito da materiali riguardanti l'attività delle due attrici Irma ed Emma Gramatica, in particolare Irma. Si compone di 127 lettere autografe, tra cui 51 di Irma, 13 di Emma Gramatica e 34 di Antonietta Treves, indirizzate a vari destinatari; 60 fotografie, ritratti e foto di scena, delle due attrici; un'autobiografia autografa di Irma Gramatica; una trentina di ritagli di stampa d'epoca in originale e in fotocopia; fotocopie di circa 92 lettere di e a Irma Gramatica, tra cui la corrispondenza tra l'attrice e D'Annunzio conservata al Vittoriale degli Italiani; un profilo di Emma Gramatica, compilato da Franca Dominici e vari appunti di quest'ultima. Completano il fondo vari altri tipi di documenti: copioni, caricature, attestati, inviti, estratti di riviste. La collezione è corredata da un elenco dettagliato.

I documenti sono confluiti a seconda della loro tipologia nelle raccolte della Biblioteca e sono accessibili alla consultazione. I copioni inediti sono consultabili solo con il consenso dei titolari dei diritti d'autore

Fondo D'Origlia-Palmi

Bianca D'Origlia. Attrice.
Fu animatrice e primadonna della compagnia D'Origlia-Palmi, attiva per decenni a Roma in un teatro di Borgo S. Spirito.

Il fondo, donato alla Biblioteca da Anna Maria Palmi, figlia di Bianca D'Origlia, il 20 gennaio 1999, è costituito da materiali riguardanti l'attività dell'attrice e della compagnia. Si compone di foto di scena, lettere e un costume di Bianca D'origlia per Caterina de' Medici. I documenti sono confluiti a seconda della loro tipologia nelle raccolte della Biblioteca e sono accessibili alla consultazione.

Fondo Eva Franchi

Eva Franchi ( -2001). Autrice drammatica, radiofonica e televisiva, attrice, regista, traduttrice e docente di discipline teatrali.

Il fondo, donato alla Biblioteca da Natale Di Liddo, marito di Eva Franchi, il 19 febbraio 2003, si compone di 10 volumi di copioni rilegati ed un copione sciolto, 2 volumi contenenti testi drammatici dell'autrice e numerosi ritagli di stampa. Tutto il materiale è stato inventariato, catalogato ed è accessibile alla consultazione.

Fondo Carlo Emilio Gadda

Carlo Emilio Gadda - Milano , 1893 - Roma, 1973. Scrittore.
Compiuti gli studi di ingegneria nelle sua città natale, negli anni Venti svolse la professione di ingegnere in Italia e all'estero. Da Milano dove si ristabilì nel 1940, si trasferì prima a Firenze e poi a Roma (1950), dove visse fino alla sua morte. A partire dagli anni Quaranta pubblicò le opere che lo imposero come grande innovatore della narrativa italiana del '900, attraverso un uso geniale di dialetti, gerghi, tecnicismi e linguaggi diversi, e un continuo stravolgimento delle strutture romanzesche tradizionali. I suoi capolavori sono considerati Quer pasticciaccio brutto di via Merulana e La cognizione del dolore.

La biblioteca e le carte di Gadda furono affidate alla Biblioteca del Burcardo alla fine del 1973, in base ad un lascito testamentario dello stesso Gadda. Il fondo è costituito da 2.507 volumi e 70 testate di periodici che costituivano la biblioteca privata di Carlo Emilio Gadda nella sua casa di via Blumensthil.
I volumi sono per lo più testi, antologie e saggi di letteratura italiana (777), francese (211), greca e latina (129), inglese e americana (120), tedesca (80); sono presenti libri di storia e biografia soprattutto italiana e francese (321); di scienza e tecnica (146); di filosofia, psicologia e religione (233); di grammatica e filologia (47) e 31 dizionari. I libri sono editi per la maggior parte nel '900; le edizioni dell'800 sono 118, quelle del '700 sono 10. sono anche presenti un'edizione seicentesca e due cinquecentine.
Del fondo fanno parte anche 3 quaderni, 203 fogli manoscritti e 34 documenti dattiloscritti, che non hanno legami con l'attività letteraria di Gadda, ma costituiscono una testimonianza dei suoi studi prima e del lavoro d'ingegnere poi, svolto per la Società Lombarda per la distribuzione di energia elettrica e per l'Ammonia Casale S.A. dal 1920 al 1930.

Il fondo è accessibile alla consultazione previa richiesta scritta.

Bibliografia

La biblioteca di Don Gonzalo. Il Fondo Gadda alla Biblioteca del Burcardo / a cura di Andrea Cortellessa e Giorgio Patrizi. Roma : Bulzoni, 2001. Due volumi: il primo volume contiene il Catalogo a cura di Andrea Cortellessa e Maria Teresa Iovinelli

Fondo Michele Galdieri

Michele Galdieri. Napoli, 1902-ivi, 1965. Autore di 75 riviste, ebbe un lungo sodalizio con Totò, e firmò alcuni successi di Anna Magnani, Odoardo Spadaro, Wanda Osiris, Renato Rascel, Peppino De Filippo, Nino Taranto, Aldo Fabrizi e Carlo Dapporto. Fu anche sceneggiatore, librettista, e paroliere di successo, autore di fortunate canzoni come la famosa Non dimenticar.

La collezione è stata donata alla Biblioteca dal figlio di Michele, Eugenio Galdieri, nel 1995. Il fondo consiste in una ampia raccolta di testi e libretti teatrali e si compone di circa 684 fascicoli, alcuni dei quali di autori di lingua francese e dialettali, tra il XIX e il XX secolo.  I 648 fascicoli che costituivano originariamente la collezione sono stati rilegati in ca 200 volumi, assemblando materiali simili tra loro. I volumi sono presenti nel catalogo della Biblioteca e sono accessibili alla consultazione.

Fondo Guglielmo Giannini

Guglielmo Giannini. (Pozzuoli, 1891-Roma, 1960). Uomo politico, giornalista, autore drammatico, regista teatrale e cinematografico, sceneggiatore
Dopo aver svolto vari mestieri e girovagato tra Italia, Francia e Svizzera, si dedicò al giornalismo, approdando nel 1914 alla direzione de L'Avanti. Nel 1932 per dissapori con i suoi editori lasciò momentaneamente il giornalismo per dedicarsi alla sceneggiatura cinematografica. Diresse anche proprie compagnie teatrali, con le quali mise in scena le sue commedie di costume o ispirate ai generi comico e poliziesco. Nel 1945 fondò il settimanale L'uomo qualunque, da cui nacque un movimento politico, nelle cui fila Giannini fu eletto deputato per la Costituente, tornando alla Camera anche nella I legislatura repubblicana (1948).

L'archivio teatrale di Gulgielmo Giannini fu venduto alla Biblioteca da un collezionista privato, nel dicembre del 1991, insieme ad un gruppo di lettere di altri autori e attori teatrali. Il fondo è costituito dall'archivio teatrale di Guglielmo Giannini: lettere, telegrammi, veline di risposta e poco altro. I documenti si articolano in due parti relative, la prima, alla costituzione ed evoluzione di alcune compagnie teatrali sulla base della disciplina fascista allora vigente sullo spettacolo; la seconda, ai rapporti, che si svilupparono nel dopoguerra, tra l'autore e persone, enti, compagnie interessati alla rappresentazione dei suoi testi teatrali.
La corrispondenza si suddivide in 868 lettere e telegrammi, 922 veline di lettere e telegrammi di risposta e si riferisce ai due periodi che vanno dal 1933 al 1943 e dal 1950 al 1960. Pochi e vari sono invece i documenti di altro tipo: 2 fotografie, 7 locandine, 1 programma teatrale, 2 inviti.
Esiste un elenco dettagliato del fondo, compilato al momento dell'acquisto. La corrispondenza è confluita nella collezione di autografi già posseduta e conservata presso la Biblioteca ed è accessibile al pubblico. I mittenti dell'archivio Giannini sono rintracciabili attraverso l'elenco cui si accenna sopra.

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Ultimo aggiornamento: 07 giugno 2007