ELEONORA DUSE AL BURCARDO


Eleonora Duse fu una donna dalla personalità complessa e moderna; le sue vicende umane e la sua carriera artistica l'avvicinarono a molte delle figure chiave del mondo letterario, teatrale ed artistico di fine Ottocento e inizi del Novecento. Il suo stesso repertorio, così vasto ed eclettico, rispecchia l'evoluzione del teatro di questo periodo. Fu grande interprete di classici come Antonio e Cleopatra di Shakespeare ­ sia  pure nell'adattamento che Arrigo Boito scrisse appositamente per lei ­ o La locandiera di Goldoni, ma seppe anche esprimere al meglio la sensibilità del teatro della sua epoca, dal verismo della Cavalleria rusticana di Verga, ai drammi naturalistici e borghesi del teatro francese che allora trionfavano sulle scene di tutto il mondo. Nel repertorio della Duse ebbero grande spazio autori come Sardou e Dumas figlio, i cui drammi furono anche i cavalli di battaglia della sua grande rivale, Sarah Bernhardt. Fra le due protagoniste della scena europea, che rappresentano anche due  scuole e due modi di intendere la recitazione quasi opposti, nasce presto una rivalità che dividerà il pubblico e la critica. In questa mostra è possibile vedere a confronto le immagini delle due grandi attrici in alcuni ruoli di grande successo, come Teodora di Sardou e Frou Frou di Dumas figlio. Ancora, ricordiamo le opere di D'Annunzio di cui fu   ispiratrice ed interprete privilegiata. La documentazione posseduta dal Burcardo su queste rappresentazioni è vasta e preziosa; fra i documenti più interessanti, le foto di scena e locandine delle prime rappresentazioni della Francesca da Rimini, e i disegni di Adolfo De Carolis per le scene e i costumi. A Eleonora Duse si deve infine l'introduzione di Ibsen sulle scene italiane: la sua interpretazione di Nora in Casa di bambola resta memorabile per la forte impressione suscitata nella critica italiana e straniera, come le successive rappresentazioni di Rosmersholm al Théâtre de l'Oeuvre di Parigi diretto da Lugné Poë, e al Teatro della Pergola di Firenze con le scene di Gordon Craig .


E.Duse: "La signora dalle camelie"

S. Bernhardt: "Teodora"
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E. Duse: "Francesca da Rimini"

E.Duse: "La locandiera"

Quest'ultima eccezionale messa in scena è descritta minuziosamente in un altro interessante documento posseduto dal Burcardo: il diario manoscritto di Guido Noccioli, che recitò nella compagnia di Eleonora Duse e la seguì in tournée nel 1906: "È una scena strana, tutta verde, e illuminata da 10 riflettori. I mobili sono verdi, di tela eguale alla scena: in fondo una gran porta a vetri da sur un paesaggio che ricorda stranamente quello dell'isola dei morti. Un'altra porta grande è coperta da un velo bleu. Altri teli sono ai fianchi. Un sogno! Piacerà al pubblico? La Signora è entusiasta".
L'influenza di Eleonora Duse sul teatro italiano ­ e non solo ­ trova infiniti altri riscontri nelle raccolte del Burcardo. Non avrebbe potuto essere diversamente: la Duse, infatti, è un personaggio centrale nella storia del teatro fra Otto e Novecento, oltre che una delle più grandi interpreti del teatro di tutti i tempi. Intorno a lei si muoveva il mondo intellettuale ed artistico destinato a lasciare le tracce più significative nell'evoluzione dell'idea stessa di teatro. Nelle collezioni del Burcardo sono raccolte centinaia di biglietti e altri scritti autografi, soprattutto lettere indirizzate ad attori, autori ed impresari italiani. Di particolare interesse, fra queste, sono le lettere ad Edoardo Boutet, critico teatrale e direttore della Compagnia Stabile Romana, e il consistente carteggio con Ettore Mazzanti, attore nella compagnia della Duse e suo fidato amministratore. Oltre al già citato diario di Guido Noccioli, un'altra importante testimonianza diretta sulla personalità e l'arte della Duse è il diario di Teresa Sormanni-Rasi, che fu per cinque mesi in compagnia con la grande attrice, in tournée in Italia e all'estero. L'archivio fotografico conserva un gran numero d'immagini che ritraggono l'attrice in vari momenti della sua vita, sulla scena e fuori dalla ribalta: bellissimi sono i ritratti eseguiti dal celebre fotografo Nunes Vais, e notevoli sono le foto di scena di alcune delle sue interpretazioni, come le prime dannunziane e le rappresentazioni parigine de L'albergo dei poveri di Gor'kij con Lugné Poë. Le raccolte di locandine e di ritagli stampa dell'epoca, che racchiudono numerosi documenti relativi alle rappresentazioni italiane dei maggiori successi della Duse, e alle frequenti e fortunate tournée all'estero della sua compagnia, forniscono preziose informazioni di prima mano sulla carriera artistica dell'attrice. Delle collezioni del Burcardo fanno anche parte disegni e caricature che raffigurano Eleonora Duse dai punti di vista più diversi: primi fra tutti, i due bellissimi ritratti ad olio eseguiti dai Gordigiani, una Duse giovane e sognante con un mazzolino delle sue amate violette ad opera di Michele e l'altro, eseguito qualche anno più tardi da Edoardo, che la vede avvolta in uno splendido abito di raso bianco. Ma anche i disegni eseguiti da Ciro Galvani, noto attore che recitò più volte a fianco dell'attrice, e la ritrasse con occhio affettuoso e divertito in acquarelli e disegni.

MARIA TERESA IOVINELLI





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