Da Via Giulia al palcoscenico (1884-1903)

Salvatore Antonelli,
nonno di Ettore

Luigi Petrolini,
padre di Ettore

Anna Maria Antonelli,
madre di Ettore

Ettore Petrolini bambino, nella bottega
di falegnameria del nonno Salvatore

Ettore Petrolini nasce a Roma, il 13 gennaio 1884, in Via Giulia. Il padre, Luigi Petrolini, è un fabbro; il nonno materno, Salvatore Antonelli, è un falegname. Giovanissimo, Ettore Petrolini frequenta i teatrini di varietà e si improvvisa attore per le vie della città. Ma il suo vero esordio, come racconta nelle sue memorie raccolte nel libro Modestia a parte (1922), avviene in un teatrino di provincia, a Campagnano.

Il teatro a ferro di cavallo - questa fatale calamita - mi attraeva irresistibilmente. E, sotto questa azione, all'età di quindici anni mossi il primo passo verso l'arte, recandomi dall'agente teatrale Giulio Fabi. Il quale, senz'altro, mi giudicò uno scemo, e mi disse: - Portami quattro scudi di mediazione e ti mando subito nella compagnia di Angelo Tabanelli (detto il Panzone) che agisce a Campagnano (presso Roma). Misi in costernazione mia madre; ottenni i quattro scudi, li versai al Fabi e, da esordiente da nido, munito di una trentina di lire e di un vecchio baule di famiglia pieno di cosucce linde e pinte, senza pretensioni, partii in diligenza per Campagnano...

Il teatro di Campagnano era un vecchio granaio municipale ove, la sera stessa dell'arrivo, debuttai con la macchietta: "il bell'Arturo". Al refrain, misi un piede sull'estremità di una tavola dell'improvvisato palcoscenico, fatto di tavolacce male inchiodate e che posavano su due cavalletti. Il mio peso fece sollevare una tavola e andai a finire di sotto con una elegantissima lussazione a un piede. Il pubblico, regolarmente, si divertì un mondo e chiese il bis, mentre io piangevo dal dolore e dalla rabbia. Fu l'inizio del mio destino. Mi accorsi che ero veramente votato all'arte comica.

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