La figura di Ettore Petrolini rappresenta in modo emblematico le vicende del teatro di varietà dei primi decenni del Novecento. Riassumendo in sé l'attore e l'autore, Petrolini inventò un repertorio ed una maniera che hanno profondamente influenzato il teatro comico italiano del Novecento.

Nato nel 1884 a Roma, nella storica Via Giulia, Petrolini fu dominato fin dall'infanzia dall'amore per il teatro. I suoi esordi, all'inizio del secolo, furono caratterizzati dalla creazione di macchiette e parodie dissacranti che suscitarono l'entusiasmo dei Futuristi. Più tardi, si volse alla rielaborazione di opere più impegnative, fino al Medico per forza di Molière, per approdare infine alla scrittura di commedie nuove e complesse come Chicchignola, del 1930.

Oggi è possibile ripercorrere le tappe della sua vicenda artistica grazie alla documentazione che Petrolini stesso raccolse durante la sua breve esistenza (morì a soli cinquantadue anni), con una cura ed una lungimiranza insolite per un uomo di spettacolo, e che forse trovano una spiegazione nel suo timore d'essere dimenticato - come accade spesso agli attori dei quali, dopo la scomparsa, nulla resta - timore espresso nel suo ultimo libro, Un po' per celia, un po' per non morire, pubblicato poco prima della morte.

Molti documenti erano stati da lui raccolti ed utilizzati per i suoi libri, come Abbasso Petrolini (1922), una selezione delle critiche che lo riguardavano, e l'autobiografia Modestia a parte (1932). I libri, infatti, gli sembravano offrire una garanzia d'immortalità, molto più durevole del semplice ricordo degli spettatori affezionati.

Dopo la sua scomparsa, gli eredi di Ettore Petrolini si trovarono in possesso di un importante archivio, ricco di testimonianze che illustravano la vivacità del teatro di varietà nei primi decenni del Novecento, una documentazione insolitamente approfondita per un genere di teatro considerato "minore", quindi effimero e destinato a lasciare poche tracce dietro di sé.

Già nel giugno del 1939, la Biblioteca e Raccolta teatrale della SIAE, si era arricchita di un primo importante fondo di testimonianze delle vicende artistiche di Ettore Petrolini, donato dai figli dell'attore. Nel 2001 l'Associazione Culturale Ettore Petrolini ha donato l'intero archivio alla Biblioteca e Raccolta Teatrale della SIAE, un'istituzione che, sin dall'apertura al pubblico nel 1932, custodisce un patrimonio di grandissimo valore, per la consistenza, la ricchezza e la vastità della documentazione a disposizione degli appassionati di teatro.

La Biblioteca e Raccolta teatrale del Burcardo ha voluto celebrare questo importante avvenimento con una mostra dedicata ad Ettore Petrolini, presentando al pubblico almeno i documenti più significativi dell'Archivio, che è oggi aperto alla consultazione di studiosi ed appassionati.

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