Carlo Goldoni. Lettera a Francesco
Albergati Capacelli
Compiègne, 22 luglio 1765
Eccellenza
Ho veduto la lettera del Sacco, che V. E. mi ha fatto lonor di mandarmi. Ne ho spedito lestratto a Parigi, e ne attendo il [...] Intanto io le rendo mille grazie dellincomodo, che si è preso per favorirmi. Ho letto con pena lo stato di afflizione, in cui ella si trova; è vero, che le perdite di tal natura costano sempre, malgrado un poco di abituazione. Se la tristezza ancor dura, bisogna far dei sforzi per superarla. Animo, spezzi quella catena, che la tiene sì vigorosamente attacata alla Patria. Faccia un viaggio; venga a Parigi. Questo è il più bel rimedio, che possa convenire al di lei male presente. Ho detto se la tristezza ancor dura, poiché presentemente potrebbe essersi cangiata in consolazione, e linterrotta amicizia potrebbe essersi rinovellata. In ogni modo, questo viaggio le converrebbe assaissimo, e consolerebbe il suo servitore che lo desidera.
Sono ora a Compiegne al seguito della Corte, e vi si
starà sino alla fine ai 22 del venturo. Il Paese è brutto, ma la
Foresta è la più bella cosa del mondo, e le Caccie sono magnifiche e gli accampamenti
militari sontuosi.
In verità la Francia è un buon Paese: venga a vederlo, grandemente, privatamente, come vuole; goderà in tutti i modi, passerà da Ginevra; vedrà il granduomo; ed a Parigi, o a Versaglies troverà il piccolo, ma che non è meno dellaltro.
di V. E.
Compiegne 22 luglio 1765
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servitore
Carlo Goldoni