La prima mostra in occasione della riapertura degli spazi espositivi del Burcardo, dopo i lunghi restauri, vuole essere una presentazione antologica delle collezioni della Biblioteca e Raccolta Teatrale. Il Burcardo, infatti, non dispone di ambienti sufficientemente ampi per esporre adeguatamente tutto il suo ricco patrimonio. In questo nuovo allestimento, il museo è stato quindi pensato come uno spazio destinato ad ospitare mostre tematiche, che permettano di far ruotare materiali di vario tipo attorno ad un personaggio, un periodo o un particolare aspetto del teatro.

Un patrimonio di documenti ed immagini di grande pregio artistico e storico come quello conservato al Burcardo non può restare chiuso nei cassetti della biblioteca, anche se questo non ha impedito negli anni la consultazione e lo studio di appassionati e ricercatori. La crescente domanda di fruizione da parte del vasto pubblico che affolla i musei e le gallerie d'arte non può essere ignorata dalle istituzioni culturali. Ma l'idea di museo è profondamente cambiata nel tempo, ed è oggi sempre più intesa come luogo di eventi che producano essi stessi cultura viva, piuttosto che come contenitori di preziose memorie del passato. E' quanto i visitatori ci chiedono, segnalandoci il loro desiderio di vedere l'esposizione di documenti e cimeli affiancata da altre iniziative, quali convegni, attività didattiche, letture drammatiche, spettacoli e concerti. Ed è quanto tenteremo di realizzare, con l'avvio delle mostre tematiche.
Intanto, con questa prima iniziativa, il Burcardo vuole avvicinare un nuovo pubblico, composto non soltanto dagli appassionati teatrofili che da sempre conoscono ed apprezzano la ricchezza delle sue collezioni. Vuole offrire un saggio della bellezza e della preziosità di quei documenti che, nei secoli, hanno accompagnato ed illustrato il teatro in tutti i suoi aspetti, fonte di ispirazione per artisti di altissimo livello. Il visitatore scoprirà in quanti modi diversi può essere letto ognuno dei cimeli esposti; potrà facilmente ricollegare le sue personali esperienze alle suggestioni dell'arte di un passato recente o lontano, perché lo spettacolo è materia viva, che si rinnova di continuo ma trae linfa e significato dalla sua storia millenaria.
Maria Teresa Iovinelli