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Incisioni e stampe La collezione di incisioni e stampe del Burcardo è molto ricca e diversificata. Possono essere individuati quattro filoni principali: la raccolta iconografica relativa alla commedia dell'arte, i ritratti, la raccolta relativa ai costumi e alla moda e infine la raccolta relativa alla scenografia e all'architettura teatrale. La collezione di incisioni e stampe relative alla commedia dell'arte posseduta dal Burcardo è una delle raccolte
iconografiche più importanti in Europa su questo tema. La raccolta va dagli esemplari cinquecenteschi di Jan Sadeler
(1550-1600) e Giovanni Ambrogio Brambilla (attivo tra il 1560 e il 1591) ad opere di artisti del Novecento, come la
serie di monotipi di Romeo Costetti (1871-1957) ispirati alle maschere italiane. I volumi di incisioni comprendono alcune serie pregiate: Diversarum nationum habitus... (1594) di Pietro Bertelli, Carnevale italiano mascherato (1642) di Francesco Bertelli, Caricature pittoresche di diverse attitudini di varie figure (1687) di Arnold van Westerhout, Le arti che vanno per via nella città di Venezia (1785) di Gaetano Zompini, Compositions from the tragedies of Aeschylus (1795) di John Flaxman, Tavole del trattato teorico pratico di prospettiva (1861) di Annibale Angelini incise da Angelo Corsi. Numerosissimi sono i ritratti, soprattutto di attori, fra i quali spiccano le incisioni che raffigurano attori del Sei e Settecento: Giovanni Gabrielli (in arte Sivello) opera di Agostino Carracci (1557-1602), Angelo Costantini (Mezzettino) di Cornelis Vermeulen (ca. 1642-1692) da François de Troy, Tiberio Fiorilli (Scaramuccia) di Pierre Landry (ca. 1630-1701), Dominique Biancolelli di Nicolas Habert (ca. 1660-1715), Silvia Baletti di Pierre-Louis Surugue (1716-1772) da La Tour. La raccolta più consistente è comunque quella di ritratti di attrici e attori dell'Ottocento, composta in buona parte da litografie e incisioni di modesta fattura e pregio, ma che costituisce tuttavia un'iconografia ricca e variegata. La raccolta di stampe relative alla scenografia e all'architettura teatrale è anch'essa molto vasta, a partire
dalle incisioni di Callot relative alle feste, come la celebre Fiera dell'Impruneta (1620) e la Guerra di
Bellezza (1616 ca.), che riproduce la scena dei festeggiamenti in occasione della venuta a Firenze del Principe
d'Urbino, ideata da Giulio Parigi (1571–1635). Sempre i Parigi, Alfonso e Giulio, sono presenti come autori delle
sontuose scenografie seicentesche riprodotte nelle incisioni di Remigio Cantagallina (1582-1656) e Stefano Della Bella
(1610-1664). La scenografia del Seicento è rappresentata anche dalle scene di Giacomo Torelli (1608–1678) incise da Cochin
e Silvestre. Alla scenografia settecentesca appartengono invece le invenzioni di Giuseppe Galli di Bibiena
(1696–1757) incise da Cristoforo Dall'Acqua, Ambrogio Orio e J.A. Pfeffel e la serie di scenografie di Carlo Antonio
Buffagnotti (ca. 1660-1730). Oltre a quelle presenti nei volumi già citati, sono numerose le incisioni e le stampe che riproducono costumi teatrali o abiti di varie epoche. Ricordiamo le belle incisioni sei e settecentesche che riproducono costumi di balli, la serie di costumi per varie opere liriche italiane, eseguita da Joseph Strutt (1749-1802), e le numerose tavole che riproducono celebri attori francesi dell'Ottocento nei costumi indossati per i ruoli che li resero celebri. Della raccolta fanno parte anche le tavole illustrate di alcune riviste di moda francesi, come Les Parisiennes, Le Conseiller des Dames, Le Journal des Demoiselles. |
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