Tristano Martinelli, Lettera a Maria de' Medici, regina di Francia
Mantova, 30 giugno 1615


Alla cristianissima Comadre
madre, del, c
ar:issimo Compadre, chi è
fratello, della ser:enissima mia
Comadre – – – –

Sacra Maesta et Comadre Car:issima salut

Si suol dire per comun proverbio che l'uomo che a ingegno, et discricione non si desmentica mai i, benefici ricevuti, come anco per il contrario non si desmentica manco le, offese aute, per tanto Comadre mia Cara, per i tanti benefici ricevuti dalla Maesta sua non o volsiuto mancare con questa mia mal composta lettera di dargli nuova di me con ringraciarla per infinitissime volte di tanti favori et presenti ricevuti da lei, che eternamente in questo mondo et ne l'altro se sarà possibile pregarò sempre Nostro Signore per lei, et per il crestianissimo mio Compadre, et ne tenerò eterna memoria si come farò anco de, j straci, ricevuti dal molto jngrato et maligno inemico della nostra nacione, il perfatto Monsieur de Bonmerchie che idio lo guardi da ogni bene et felicità di questo mondo, causa della rovina di poveri comici et im particular, dil povero monsiur Arlechin che per avere cento scudi che mi tocava in mia parte di denari del viaggio, ne spesi piu di trecento, di miei, per causa della maligna bontà di detto Monsieur de Malmerchie, che le diable le puisa’nporte, questo è ben stato pegio che non fu, il Tesoriero della meza Colana, il quale ò trovato a questaltra uolta un grandissimo homo da bene, alla barba di Monsieur de Bran Merchie, che il Signor idio gli dia ogni bene segondo i meriti suoi, – Vostra-Maesta saperà poi che, jl Ser:enissimo mio Com:padre Duca nostrano, et moderno, a unito una Comp:agnia de Comici stupenda et la salariava per suo servitio, li personaggi sono questi – Lelio – Florinda, – Frittellino, – sua moglie Flaminia – Cintio, il Cap:itano renoceronte, – la Lidia, da fantesca – un bon zane, et la mia Arlechinesca persona ch'idio la guarda dal sguardo storto di Mon:sieur de Bufmerchie, et dalla sua ostinatione, – jo fo, poi sapere a Vostra-Maesta come voi sette mia duplicata Comadre per virtu della creatura che ò ingenerato in Francia et nata a Man:tova, jl Ser:enissimo Gran Duca è stato il Compadre, et la moglie dil Sig:nor Carlo de Rossi, a fatto tenire a battesimo in nome di .Vostra Maesta, si che questi anni ò avutto un bonissimo raccolto de Compadri, et Comadri, jllustrissimi, Serenissimi et Cristianissimi al dispetto di Monsieur de Bon Merchie, – Jl putino che mi naque a Parigi si aricomanda a Vostra Maesta pregandola di aricordarsi della promessa fattagli da Vostra-Maesta, quando la mi scrissi che jl Re, lo averebbe tenuto a battesimo, et che lo averessi tenso per voi sempre, et me lo retificasti più volte a Fontenebeliò. Pero che la si aricorda che ogni promessa è debito massimo in i personaggi pari vostri, si che fatte a donque una bella resolucione di accettare questa bocca di piu in casa vostra et dar, ordine al vostro onoratissimo cuoco che sgrandisca la pignatta che tenga una minestra di piu, per la perfatta creatura la qual, sta aspettando con devocione una sua lettera, che dica, Signor Compadre Arlechino, menate il vostro figliollo da noi che il sara il ben venuto et lo accettiamo in la casa nostra, et subito ricevuto che avero detta lettera io monto per la posta a piedi sopra a una Tartaruga con il putino in croppa et mene vengo a Parigi da Vostra Maesta dove avero maggior gusto a vedervi voi, che non a un fiorentino a magnar pesciollini di Arno, et che non a un venezian a magnar ostrighe un napolitan brocoli, un cicilian macaroni, un genovese gatafura, un cremonese fasoli, un milanese buseca, un spagnol un ravanicos, un francese un gigot de monton e un potagio de boneserbe, et piu gusto avero che non a il Duca di Savoia a guerrezzare, et che non à Monsiur, de Bonmerchi a stratiare i poueri comici, si che non mancate di scrivere detta lettera che l'aspetto con piu devocione che non fa le puttane la salssa periglia e l'aqua dil legno – et che non fa i furfanti il dì di morti et la settimana santa. Et se non ve digo il vero che mi possa cascare il manego del pugnal venerio quando combatto con madonna natura se non ve dico il vero, et per non gli venire a noia con tante chiacchiere faccio fine pregando quello che fa nascere i grilli et cantar le zigalle che gli dia cio che lei desidera

– di Mantova a di -30- giugno 1615 –

.D.V.M.C.Aff ecionatissimo Servo et Compadre

Arlequin de ciuitate noualensis


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MUSEO


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