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Il restauro del 1995-1998

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Il palazzetto venne dichiarato inagibile dal Comune di Roma nel 1987. I restauri sono iniziati alla fine del 1995, partendo da alcuni interventi d’urgenza per il consolidamento dei soffitti, delle volte e di alcuni muri perimetrali.

Nessun intervento particolare ha interessato la facciata, a parte la tinteggiatura per la quale è stato scelto – in accordo con la Sovrintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici – un intonaco graffiato di tonalità violacea.
Gli infissi ed i vetri in vetro soffiato e finiture in piombo, risalenti probabilmente al restauro del 1928, erano in per lo più in buone condizioni, e si è provveduto a sostituire soltanto quelli danneggiati.

Più complessa è stata l'opera di consolidamento delle volte, che è avvenuta con iniezioni di malta cementizia e resine speciali. Gli ambienti del palazzetto sono stati ripavimentati in cotto, ad esclusione del corridoio d’ingresso, nel quale si è mantenuta la pavimentazione originale in cotto ad opus spicatum.

Il cortile, che presentava segni di forte degrado, è stato anch'esso sottoposto a restauro. In particolare, si è scartata l'ipotesi di evidenziare il corpo della torre, scegliendo di mantenere il palazzetto nell'attuale aspetto, frutto di una trasformazione storicamente significativa. Si è quindi provveduto a restaurare la pavimentazione ad opus spicatum, a ritinteggiare le facciate interne, mentre la decorazione graffita del corpo di collegamento è stata sottoposta ad un delicato intervento di restauro conservativo da parte di specialisti.

Il piano interrato, posto sette metri al di sotto dell’attuale livello stradale, ha richiesto lavori di bonifica per le infiltrazioni di acque piovane e di fogna che avevano allagato alcuni ambienti.
Sotto il pavimento moderno, si è scoperto anche a questo livello l'antico opus spicatum, in ottime condizioni, e alcuni pozzetti di raccolta delle acque. Nel corso dei lavori, sono stati portati alla luce resti di mura romane, due vasche medievali, risalenti probabilmente all'antico monastero, e antiche tubazioni in laterizio. È stato inoltre scoperto il vecchio accesso alla torre, con i resti di un'antica scala.

Al primo piano, le travi del soffitto a cassettoni - ornate da motivi floreali dipinti e dallo stemma di Burckardt - e i resti degli affreschi sulle pareti sono stati sottoposti ad un accurato restauro conservativo. Il salone principale, infatti, presenta sulla parete di destra due frammenti di affresco raffiguranti un paesaggio urbano di aspetto orientaleggiante, che ha fatto ipotizzare una raffigurazione di Gerusalemme. Sulla parete opposta, sopra l'arco di collegamento con la sala attigua, è invece raffigurato un paesaggio collinare che la tradizione vorrebbe rappresentare il paese natale di Burckard.
Le decorazioni del soffitto a cassettoni e i fregi sono probabilmente originali, e presentano motivi romani di età classica dal significato allegorico, assieme a stemmi di famiglie illustri, fra i quali sono stati identificati due stemmi appartenuti ai Piccolomini, famiglia che aveva alcune proprietà nella vicina Piaza Vidoni. Su una delle travi, vi è inoltre una colomba con un nastro nel becco, sul quale appare un'iscrizione che può essere sciolta come "congruum tempus habes".
Su una parete dell'altra sala si trova anche un resto di affresco con un nudo classico.

Fra il secondo e il terzo piano, l'ambiente della torre è stato ripristinato con la rimozione dei servizi igienici collocati nel restauro del 1931. Una scala a vite in acciaio con gradini in peperino è stata collocata dove un tempo si trovava l'antica scala lignea. Al terzo piano sono stati riportati alla luce gli antichi accessi alla torre, uno dei quali funge ancora da accesso alla scala, mentre l'altro è stato tamponato, ricavandone una nicchia espositiva. A questo livello, sono stati conservati e restaurati gli arredi inizio secolo della biblioteca.

Il quarto piano, originariamente terrazza del palazzetto, al tempo della proprietà Cartoni fu chiuso e destinato ad abitazione del custode. Questi ambienti, bonificati e ritinteggiati, ospitano ora parte degli uffici della biblioteca. Il terrazzo sovrastante è stato interamente coibentato e ripavimentato.

 

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Ultimo aggiornamento: 07/06/2007