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Il Palazzetto del Burcardo

Il Palazzetto del Burcardo sorge in via del Sudario, nei pressi di Largo di Torre Argentina. Il nome Burcardo è la forma italianizzata di Burckardt, il nome del prelato che eresse l'edificio alla fine del XV secolo.
Johannes Burckardt era nato a Nieder-Haslach, vicino Strasburgo, in una data compresa tra il 1445 e il 1450. L'antico nome della città alsaziana era Argentoratum, da cui l'attributo di argentinensis (o argentinus) che Burckardt usò spesso nella sua firma.
La fama di Burckardt è legata al suo Liber Notarum, il diario nel quale documentò la sua attività di cerimoniere pontificio, dal dicembre 1483 alla sua morte, avvenuta nel 1506. Durante questo lungo periodo, cinque papi si susseguirono sul soglio pontificio: Sisto IV, Innocenzo VIII, Alessandro VI, Pio III e Giulio II.

Storia del Palazzetto
I restauri degli anni Novanta


Le collezioni

Il nucleo originario delle raccolte della biblioteca e del museo è costituito dalla collezione privata di Luigi Rasi (1852-1918), attore, studioso di storia del teatro e per molti anni direttore della Scuola di Recitazione di Firenze.
Nel corso della sua vita, Rasi raccolse documenti e cimeli di ogni genere collegati con la storia del teatro e dello spettacolo, soprattutto in Italia, ma in qualche caso la sua collezione si arricchì anche dei frutti di ricerche e scoperte all'estero. Del fondo Rasi, ad esempio, fa parte una piccola collezione di preziose marionette cinesi a bacchetta del XVIII secolo, che egli acquistò durante un viaggio in Cina. Il catalogo della raccolta, pubblicato nel 1912, costituisce una preziosa fonte d'informazioni sulla provenienza di molti documenti ed oggetti del nucleo originario, anche se non tutti i materiali descritti sono attualmente presenti nei cataloghi della Biblioteca e del Museo teatrale SIAE.

Altri importanti fondi si sono aggiunti nel tempo: il fondo librario Cesare Levi, l'archivio Capranica, la biblioteca di Carlo Emilio Gadda, gli archivi di Edoardo Boutet ed Adolfo Re Riccardi, il fondo fotografico Gastone Bosio, la raccolta iconografica Armando Petrucci, il fondo Ettore Petrolini, la raccolta di caricature di Umberto Onorato, le collezioni di bozzetti scenografici di Augusto Carelli e Franco Laurenti, e molti altri fondi di varia tipologia e consistenza.

Storia delle collezioni
I fondi speciali